stelle alpine

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lunedì 21 settembre 2015

Gran Sasso, Corno Grande (2912 mt) - 13 sett. 2015

Questa volta ci mettiamo d'accordo con l'amico Pierluigi per andare assieme sul Corno Grande e fare la Direttissima, lui porterà i suoi amici che amano la montagna come noi.
Saremo una bella compagnia! Noi arriviamo là il giorno 12 col camper e ci piazziamo per la notte a Campo Imperatore dietro lo squallido albergo dove il duce è stato prigioniero nel '43.
L'indomani mattina cambiamo il posto al camper per vedere arrivare i ragazzi con la macchina rossa di Pierluigi, dopo essere andati al bar a prendere un caffè usciamo a fare foto ai cavalli nel prato, arrivano i ragazzi si parte!
Siamo in 6, Francesco, Marco e Valerio sono i tre amici di Pier che non conoscevamo dal vero ma solo dalle fotografie.
Direzione Corno Grande.
Ho già il fiatone... siamo partiti da poco, tira su forte questo sentiero!
I giovani sono davanti e tengono il passo spedito, un po' ci aspettano, raggiungiamo le prime rocce dopo aver ammirato i vari panorami.
Facili roccette da porre molta attenzione, siamo sul ripido, ci sono diverse attraversate di I° e II° grado, ma non voglio parlare di gradi.
Tanta gente davanti e dietro di noi, è domenica, una giornata splendida!
Splendida ma inizia a salire la nebbia dal Corno Piccolo, poi schiarite e di nuovo nebbia.
Raggiungiamo la vetta e il tempo continua a fare i suoi scherzi con la nebbia.
Vediamo le cime ovest e di mezzo del Corno Grande, sulla vetta c'è tanta gente, che mangia, che dorme, che sale e che scende... tanti arrivano dalla Via Normale e forse alcuni anche dalla Via delle Creste, adulti e bambini, con scarpette da ginnastica e con scarponi...
Fa freddino quindi meglio stare vestiti.
Scriviamo nel libro di vetta posto sulla croce, poi cerchiamo un luogo più riparato per mangiare i nostri panini.
Avremmo voluto fare la Via delle Creste per scendere ma c'è troppo vento, meglio non rischiare!
E' un ambiente fantastico, non ha nulla da invidiare alle nostre cime Friulane.
Ci sono altri monti interessanti, Pierluigi li ha fatti quasi tutti coi suoi amici.
Siamo troppo lontani per fare programmi!
Scenderemo per la via Normale sebbene i piani fossero diversi, avremmo voluto fare la via delle Creste ma il vento così forte ci ha dissuasi, in cresta sarebbe ancora più forte!
Ma anche nella via Normale soffia il vento con molta forza!
Arriviamo giù all'auto felici e soddisfatti, decidiamo così di andare a concludere la giornata a Fonte Vetica dove si possono mangiare i famosi arrosticini, infine ci saluteremo con la speranza di ripetere assieme qualche bella scalata, e poco dopo la loro partenza per Roma il cielo diventa nero, la pioggia scende copiosa, noi ci fermiamo a farci una doccia nel camper... abbiamo evitato la pioggia per poco tempo!










































il Calderone

















mercoledì 2 settembre 2015

Peralba (2694 mt) via Sartor - 1 sett. 2015

Delusi dalla escursione precedente decidiamo di fare qualcosa di bello che è da tanto che non ripetiamo. Vie nuove ferrate qui penso che non ce ne siano, dobbiamo per forza ripetere.
Il Peralba è una bella montagna, grande, affascinante, è li che nasce il Piave.
La strada che vi ci conduce non ha possibilità di essere raggiunta dai camper quindi ci andiamo in auto.
Iniziamo alle 8.40 la nostra salita verso il Rifugio Calvi, poi continuiamo a salire fermandoci poco, arriviamo all'attacco della via ferrata, ci fermiamo a scattare qualche foto alle stelle alpine e mangiamo la banana per acquistare nuove energie.
Il cavo è nuovo ma i pioli che fanno la scaletta sono piegati dalle stagioni, sono stati solo riverniciati con anti ruggine.
Attacco sempre io da prima, questa volta le energie ci sono e vado su bene, primo traverso verso sinistra, poi ancora, traversa proprio nel colo di valanghe! La vecchia via saliva dritta, ci sono ancora i vecchi cavi arrugginiti ma erano li anche 15 anni fa.
Finisce la ferrata, è breve, poi è tutta una salita in facili roccette, fino a che si vede la croce, anche una Madonnina bianca, infine la campanella e un altra croce... esageriamo!!!
Lungo il percorso i segni anche qui della Grande Guerra, filo spinato, trincee, muretti...
Una famiglia con due bambini arriva in vetta da un altra via prima di noi, pensiamo abbiano fatto la via nord ovest, la conosciamo bene! Bellissima via, lunga, ma non certo adatta a due bambini...
Ma gli austriaci e anche gli sloveni hanno di questi comportamenti, per loro la montagna va affrontata in tenera età anche dove è pericolosa e difficile... mah! Almeno legateli questi bambini!
Cmq bravi!
Ci sediamo a riposare e mangiare, poi ripartiamo verso la via normale.
Questa via è stata dedicata a Papa Wojtila, Giovanni Paolo II, il papa delle montagne, perchè è arrivato fino alla vetta e ridisceso.
Eravamo quasi tentati a ridiscendere la via ferrata ma poi Sergio ha voluto compiere l'anello.
Devo dire che la via normale è un po' antipatica, scende per un canalaccio detritico, impegnativa e faticosa.
Siamo scesi dritti senza neppure fermarci al rifugio per tornare a casa prima.































Verso la Senza Confini - 29 agosto 2014

Pur conoscendo la ferrata una tra le più faticose e impegnative del Friuli, Sergio ci teneva a ripeterla, ma io non ero al massimo delle mie forze... così dopo averla raggiunta, e aver compiuto un bel dislivello da Passo di Montecroce Carnico fino all'attacco, abbiamo iniziato la via ferrata, ma per me era già troppo faticoso fin alla partenza! Tanto da chiedermi se non abbiano cambiato qualcosa... non l'ho mai trovata così difficile fin dalla partenza ma questa volta... mah!
Si sale fino al lastrone, sono prima, non lo voglio davanti perché inizia a dirmi "attenta qua.. qui fai così... attenta la..." e mi infastidisce! Mi fa scoraggiare! Quindi preferisco stare davanti io, ma ogni passo fatto è una fatica disumana, mi devo tirare su aggrappata al cavo che è ben teso ma parecchio ripido e in quasi tutto il tratto iniziale non ci sono gradini quindi devo proprio puntare i piedi.
Devo dire anche a mia discolpa che ho cambiato i guanti da ferrata, questi sono a dito corto, e le parti che toccano il ferro sono scoperte, provocano un acuto dolore alle dita! Infatti domani avrò i calli sanguinanti...
Gli scarponcini ho l'impressione che non aderiscano bene alla roccia! Le suole lisce, consumate. Ricordo che avevo usato le scarpette d'arrampicata e una volta mi ci sono trovata benissimo ma la volta dopo mi erano troppo strette, insopportabili, dovrei ricomprarmele.
Però sarei andata avanti, invece Sergio che mi ha vista indisposta ha voluto a tutti i costi scendere.
Anche scendere non è simpatica! Ma così abbiamo fatto, e al Passo, al bar, una bella birretta ci ha rimessi in forma! ;)
Ci rifaremo la prossima volta!