stelle alpine

stelle alpine

mercoledì 2 settembre 2015

Peralba (2694 mt) via Sartor - 1 sett. 2015

Delusi dalla escursione precedente decidiamo di fare qualcosa di bello che è da tanto che non ripetiamo. Vie nuove ferrate qui penso che non ce ne siano, dobbiamo per forza ripetere.
Il Peralba è una bella montagna, grande, affascinante, è li che nasce il Piave.
La strada che vi ci conduce non ha possibilità di essere raggiunta dai camper quindi ci andiamo in auto.
Iniziamo alle 8.40 la nostra salita verso il Rifugio Calvi, poi continuiamo a salire fermandoci poco, arriviamo all'attacco della via ferrata, ci fermiamo a scattare qualche foto alle stelle alpine e mangiamo la banana per acquistare nuove energie.
Il cavo è nuovo ma i pioli che fanno la scaletta sono piegati dalle stagioni, sono stati solo riverniciati con anti ruggine.
Attacco sempre io da prima, questa volta le energie ci sono e vado su bene, primo traverso verso sinistra, poi ancora, traversa proprio nel colo di valanghe! La vecchia via saliva dritta, ci sono ancora i vecchi cavi arrugginiti ma erano li anche 15 anni fa.
Finisce la ferrata, è breve, poi è tutta una salita in facili roccette, fino a che si vede la croce, anche una Madonnina bianca, infine la campanella e un altra croce... esageriamo!!!
Lungo il percorso i segni anche qui della Grande Guerra, filo spinato, trincee, muretti...
Una famiglia con due bambini arriva in vetta da un altra via prima di noi, pensiamo abbiano fatto la via nord ovest, la conosciamo bene! Bellissima via, lunga, ma non certo adatta a due bambini...
Ma gli austriaci e anche gli sloveni hanno di questi comportamenti, per loro la montagna va affrontata in tenera età anche dove è pericolosa e difficile... mah! Almeno legateli questi bambini!
Cmq bravi!
Ci sediamo a riposare e mangiare, poi ripartiamo verso la via normale.
Questa via è stata dedicata a Papa Wojtila, Giovanni Paolo II, il papa delle montagne, perchè è arrivato fino alla vetta e ridisceso.
Eravamo quasi tentati a ridiscendere la via ferrata ma poi Sergio ha voluto compiere l'anello.
Devo dire che la via normale è un po' antipatica, scende per un canalaccio detritico, impegnativa e faticosa.
Siamo scesi dritti senza neppure fermarci al rifugio per tornare a casa prima.































Verso la Senza Confini - 29 agosto 2014

Pur conoscendo la ferrata una tra le più faticose e impegnative del Friuli, Sergio ci teneva a ripeterla, ma io non ero al massimo delle mie forze... così dopo averla raggiunta, e aver compiuto un bel dislivello da Passo di Montecroce Carnico fino all'attacco, abbiamo iniziato la via ferrata, ma per me era già troppo faticoso fin alla partenza! Tanto da chiedermi se non abbiano cambiato qualcosa... non l'ho mai trovata così difficile fin dalla partenza ma questa volta... mah!
Si sale fino al lastrone, sono prima, non lo voglio davanti perché inizia a dirmi "attenta qua.. qui fai così... attenta la..." e mi infastidisce! Mi fa scoraggiare! Quindi preferisco stare davanti io, ma ogni passo fatto è una fatica disumana, mi devo tirare su aggrappata al cavo che è ben teso ma parecchio ripido e in quasi tutto il tratto iniziale non ci sono gradini quindi devo proprio puntare i piedi.
Devo dire anche a mia discolpa che ho cambiato i guanti da ferrata, questi sono a dito corto, e le parti che toccano il ferro sono scoperte, provocano un acuto dolore alle dita! Infatti domani avrò i calli sanguinanti...
Gli scarponcini ho l'impressione che non aderiscano bene alla roccia! Le suole lisce, consumate. Ricordo che avevo usato le scarpette d'arrampicata e una volta mi ci sono trovata benissimo ma la volta dopo mi erano troppo strette, insopportabili, dovrei ricomprarmele.
Però sarei andata avanti, invece Sergio che mi ha vista indisposta ha voluto a tutti i costi scendere.
Anche scendere non è simpatica! Ma così abbiamo fatto, e al Passo, al bar, una bella birretta ci ha rimessi in forma! ;)
Ci rifaremo la prossima volta!
















lunedì 24 agosto 2015

Ceria Merlone al Monte Cregnedul (2357 mt) - 23 agosto 2015

Saremmo dovuti andare sul Montasio dalla Via Findenegg ma il tempo non ci convinceva proprio, minacciava rovesci, così dopo esserci alzati alle 4:00 per partire da casa decidiamo di cambiare itinerario.
Dopo qualche discussione ci accordiamo per il Lavinal dell'Orso.
Da li io proponevo le Cime Castrein che mi piacciono molto! Ma tanto per Pierluigi che ora è qua con noi non ha mai visto ne il Ceria Merlone ne le Castrein.
Il Ceria Merlone sale su pareti verticali, viste da sotto sembrano improponibili ma alzandosi un po' c'è sempre la stradina che si inerpica, magari con tratti di arrampicata, ma i pezzi peggiori sono sempre attrezzati.
Ambiente davvero spettacolare! Il sole fa capolino tra le nubi regalandoci attimi caldi alternati a momenti più freddi dove tocca vestirsi.
Un bellissimo incontro con camosci nel vallone di Cregnedul, corrono mamme e piccini, silenziosissimi... ma il nostro occhio allenatissimo che li cerca di continuo come predatori di fotografie non se li lascia sfuggire! Qualche scatto sebbene lontani, ma sono schivi e impauriti.
Dapprima raggiungiamo gli Scalini, c'è altra gente, è domenica d'agosto quindi il turismo non manca.
Poi ci avviamo al Lavinal dell'Orso, e dopo il riposino si parte verso questa grande massa rocciosa fatta di cenge orizzontali.
Attenzione continua perchè volare giù li è davvero alto! E si continua a salire.
Attraversiamo tratti di cavo, la roccia non è sempre stabile quindi bisogna anche provarla prima di affidarci a lei con le dita.
Raggiungiamo il grande attraversamento detritico, non credo che si veda dal basso...
Poi si arriva ad altri cavi, un po' di sole ci scalda ancora! E infine si curva dietro, da qui non vediamo più il Lavinal dell'Orso e raggiungiamo una scala di pioli lucidi. Superata la scala si passa di la, nella vallata della Forca della Val.
Non contenti facciamo un salto fino in vetta al monte Cregnedul, sempre circondati da stambecchi.
Poi si scende all'incrocio con il Ceria Merlone, li c'è un bel ripiano riparato dal vento dove ci si può riposare e mangiare.
Siamo sempre in zone della Grande Guerra, i ripiani sono troppo squadrati per essere naturali, sicuramente c'era li un osservatorio da dove sparavano...
Una mamma stambecca col suo piccolino ci guardano incuriositi quanto noi a vedere loro che percorrono il Ceria Merlone.
Infine si scende, lentamente causa mia che ho le ginocchia troppo scassate, non riesco ad andare più veloce.